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STUDI DI SETTORE

Periodo di imposta 2017

Con la Circolare n. 14/E del 6 luglio 2018, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle principali novità relative agli studi di settore per il periodo d'imposta 2017, dopo che, con il Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, del 23 marzo 2018, sono stati approvati 5 specifici indicatori territoriali per tenere conto del luogo in cui viene svolta l'attività economica e dei correttivi (cd."cassa") per le imprese minori in contabilità semplificata.

In particolare, per quanto riguarda  le territorialità, l'aggiornamento ha riguardato:

  • la "Territorialità dei Factory Outlet Center", che modifica lo studio di settore YM05U;;
  • le "Aggregazioni comunali", che modifica lo studio di settore YG44U e YK04U;
  • la "Territorialità del livello delle tariffe applicate per l'erogazione del servizio taxi", che modifica lo studio di settore WG72A;
  • le analisi territoriali a livello comunale a seguito della istituzione e ridenominazione di alcuni comuni nel corso dell'anno 2017;
  • le analisi territoriali a livello provinciale a seguito dell'introduzione del nuovo assetto degli enti territoriali regionali della Sardegna, nel corso dell'anno 2017.

Per quanto riguarda, invece, i correttivi cassa, da applicare nei confronti delle imprese minori in contabilità semplificata che determinano il reddito secondo quanto previsto dall'articolo 66 del TUIR, il citato decreto ministeriale 23 marzo 2018 ha previsto alcuni interventi correttivi per tenere conto del passaggio dal regime contabile basato sul principio di "competenza" a quello "improntato alla cassa".

Con il medesimo decreto è stata approvata anche la modifica allo studio di settore WG68U (trasporto merci su strada e servizi di trasloco), al fine di adeguare la soglia minima e quella massima dell'indicatore di coerenza, previsto per lo studio, "Costo per litro di benzina o gasolio consumato durante il periodo di imposta", all'andamento dei prezzi dei carburanti.

Inoltre, sempre con riferimento al medesimo studio di settore, il decreto in parola ha stabilito che, per i contribuenti che utilizzano in modo prevalente carburante acquisito da cisterne interne all'impresa o tramite consorzi o gruppi d'acquisto, il predetto indicatore di coerenza economica non fornisce esiti di coerenza in relazione a valori inferiori alla soglia minima.

L'Agenzia delle Entrate ricorda che, con riferimento a tutti i 193 studi di settore applicabili all'annualità 2017, è stata valutata anche per tale annualità l'incidenza della particolare congiuntura economica e, in occasione delle riunioni del 14 dicembre 2017 e del 28 marzo 2018, la Commissione degli esperti degli studi di settore è stata chiamata ad esprimere il proprio parere in merito alla validità degli interventi individuati per adeguare le risultanze derivanti dall'applicazione degli studi di settore sulla base degli effetti della congiuntura economica.

A seguito di tale parere, è stata, quindi, approvata con il decreto ministeriale del 23 aprile 2018, la "revisione congiunturale speciale" per il periodo d'imposta 2017, che si è tradotta nella elaborazione di specifici fattori correttivi e che ha riguardato tutti i 193 studi di settore applicabili all'annualità 2017.

Si evidenzia, infine, che la modulistica, necessaria per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore per il periodo d'imposta 2017, è stata approvata, insieme alle relative istruzioni, con il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 31 gennaio 2018 (si veda al riguardo la nostra nota informativa n. 33 del 1° febbraio 2018), mentre le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi stessi, nonché dei parametri, e dei relativi controlli con il modello REDDITI 2018, sono stati approvati con il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 15 febbraio 2018.

Principali novità

1.1 Aggiornamento delle analisi della territorialità
Come sopra specificato, le modifiche relative all'analisi della territorialità, applicabili dal periodo d'imposta 2017, sono state approvate con il decreto del 23 marzo 2018.

In particolare, sono state approvate le seguenti modifiche:

per lo studio YM05U - Commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature e pelletterie ed accessori, sono state individuate le "aree gravitazionali", ovvero le aree di mercato influenzate dalla presenza di ciascun Factory Outlet Center, considerando la distanza in minuti di percorrenza di ogni comune dal F.O.C. più vicino;
per lo studio YG44U – Strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, sono state aggiornate le aggregazioni territoriali, seguito delle variazioni amministrative occorse nel 2017, risultate significative nella funzione di ricavo;
per lo studio WG72A – Trasporto con taxi e noleggio di autovetture con conducente, a seguito delle variazioni amministrative occorse nel 2017, sono state effettuate nuove analisi territoriali a livello comunale utilizzate nell'ambito dello studio.
1.2. Correttivi Cassa
Il citato decreto 23 marzo 2018 ha previsto interventi correttivi agli studi di settore da applicare nei confronti delle imprese minori in contabilità semplificata che determinano il reddito secondo quanto previsto dall'articolo 66 del TUIR.

Tale intervento si è reso necessario per tenere conto delle nuove regole di determinazione della base imponibile IRPEF e IRAP, introdotte dalla Legge di bilancio 2017.

Con il predetto intervento normativo, volto a introdurre "un regime di contabilità semplificata improntato al criterio di cassa", infatti, è stato modificato l'articolo 66 del TUIR che ora prevede che il regime di determinazione del reddito sia un regime misto "cassa – competenza".

In sostanza, si deroga al criterio della competenza per i ricavi percepiti e le spese sostenute, ferme restando "le regole di determinazione e imputazione temporale dei componenti positivi e negativi quali le plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze, ammortamenti e accantonamenti" previste dal TUIR ed espressamente richiamate dallo stesso articolo 66.

Inoltre, non assumono più rilevanza, ai fini della determinazione del reddito delle imprese minori, le rimanenze finali e le esistenze iniziali di merci, lavori in corso su ordinazione di durata sia infrannuale che ultrannuale e titoli.

Al fine di consentire la corretta applicazione degli studi di settore ai contribuenti minori in regime di contabilità semplificata, ed evitare distorsioni nella stima, è stata elaborata una metodologia, in relazione al solo periodo d'imposta 2017, che prevede che gli esercenti attività di impresa in regime di contabilità semplificata dichiarino, nel modello degli studi di settore, il valore delle esistenze iniziali e delle rimanenze finali di magazzino.

Al fine di valutare l'effetto sugli studi di settore, approvati sulla base di dati compilati secondo il principio della competenza, dell'indicazione, da parte dei soggetti esercenti attività di impresa in regime di contabilità semplificata, dei dati sulla base delle regole del TUIR, sono state utilizzate:

la banca dati degli studi di settore;
le informazioni, contenute nella dichiarazione annuale IVA, relative alle operazioni imponibili verso soggetti IVA, alle operazioni con applicazione del reverse charge e alle operazioni effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti di cui al comma 1-bis dell'articolo 17-ter del DPR n. 600 del 1973;
le informazioni sui crediti verso clienti e sui debiti verso fornitori contenute nelle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche e delle società di persone e nei bilanci delle società di capitali.
Al fine di individuare gli interventi correttivi da apportare all'analisi di coerenza, per i contribuenti esercenti attività di impresa in regime di contabilità semplificata, sono stati inizialmente selezionati tutti gli indicatori per i quali la determinazione dei valori di soglia di coerenza può essere influenzata dal passaggio al regime di "cassa", ossia gli indicatori relativi ai margini, alla redditività, alla gestione del magazzino e all'utilizzo degli impianti.

Per quanto riguarda i correttivi da applicare ai risultati degli studi di settore, per i medesimi contribuenti esercenti attività di impresa in regime di contabilità semplificata, ad esclusione di quelli che hanno optato per l'applicazione di quanto previsto dal comma 5 dell'articolo 18 del DPR n. 600 del 1973, ai risultati derivanti dall'applicazione degli studi di settore sono applicati i seguenti interventi correttivi:

Correttivo strutturale di "cassa", in relazione al quale l'analisi è stata condotta sulla banca dati di riferimento con l'utilizzo dei modelli lineari misti che consentono di stimare, attraverso la componente random (ossia la componente ad effetti casuali), l'effetto sui ricavi stimati del passaggio al regime di cassa.
Correttivo di "cassa" relativo alle vendite B2B, il quale tiene conto della lunghezza dei tempi di pagamento relativi alle vendite B2B;
Correttivo di "cassa" relativo alle vendite B2PA, il quale tiene conto della lunghezza dei tempi di pagamento relativi alle vendite B2PA;
Correttivi settoriali di "cassa", il quale tiene conto della durata media dei crediti e della durata media dei debiti specifica del modello organizzativo (cluster) di riferimento.;
Correttivi territoriali di "cassa", il quale tiene conto della durata media dei crediti e della durata media dei debiti specifica del territorio.
In fase di applicazione, per ogni contribuente viene individuato un coefficiente correttivo complessivo di "cassa", sulla base dei correttivi di cassa sopra descritti, e ciascuno dei correttivi può comportare una variazione dei ricavi stimati dallo studio di settore, che si applica sia al ricavo puntuale che al ricavo minimo.

Revisione congiunturale

Il decreto ministeriale del 23 aprile 2018 ha previsto che i risultati derivanti dall'applicazione degli studi di settore utilizzabili per il periodo di imposta 2017 tengano conto di cinque tipologie di correttivi:

  • interventi relativi all'analisi di coerenza economica;
  • interventi relativi all'analisi di normalità economica riguardanti l'indicatore "Durata delle scorte"
  • correttivi congiunturali di settore;
  • correttivi congiunturali territoriali;
  • correttivi congiunturali individuali.

Gli ultimi tre correttivi sono applicati ai soggetti che presentano, nel periodo d'imposta 2017, ricavi/compensi ai fini della congruità, inferiori al ricavo/compenso puntuale di riferimento, che è dato dall'applicazione dell'analisi di congruità e di normalità economica, come modificata a seguito dell'applicazione dello specifico correttivo.

Principali novità della modulistica

3.1. Struttura delle istruzioni
Per l'annualità 2016 sono state predisposte istruzioni comuni relative ai quadri A (personale), F (dati contabili impresa), G (dati contabili lavoro autonomo), T (congiuntura economica) e X (altre informazioni rilevanti), richiamabili per la maggior parte degli studi di settore.

3.2 Presentazione del modello per la sola acquisizione dei dati
Anche per il periodo di imposta 2017, si rileva la presenza di talune attività per le quali viene richiesta la presentazione del modello studi di settore "per la sola acquisizione dei dati" e, nei modelli di quest'anno, tale raccolta è finalizzata all'elaborazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA).

Gli esiti dell'applicazione degli studi di settore in relazione a tali attività non rilevano ai fini dell'accertamento.

3.3. Quadri A – Personale addetto all'attività
Per il periodo di imposta 2017 è stata confermata la scelta, già adottata per il 2016, di predisporre due sole strutture di quadro A:

una per le attività esercitate in forma di impresa;
una per le attività esercitate in forma di lavoro autonomo,
prevedendo entrambe le strutture negli studi relativi ad attività che possono essere esercitate sia in forma di impresa che di lavoro autonomo (cosiddetti studi con "doppio quadro" contabile).

Tale intervento ha avuto effetti significativi, in termini di semplificazione, sulle istruzioni dei quadri A, contenute in un unico documento e richiamate nelle istruzioni specifiche dei singoli studi.

3.4. Quadro F - Elementi contabili - Impresa
Per il periodo di imposta 2017 è stato confermato l'approccio, già seguito per il 2016, di predisporre una sola struttura di quadro F.

L'aspetto di maggior rilevanza relativo ai dati di natura contabile riguarda la gestione del passaggio da un sistema di determinazione del reddito secondo il criterio della competenza a quello improntato alla cassa per gli esercenti attività di impresa in contabilità semplificata.

In particolare, la metodologia approvata con il DM 23 marzo 2018 consente la corretta applicazione degli studi di settore ai soggetti in contabilità semplificata, sulla base della quale è richiesta ai medesimi soggetti l'indicazione di alcune informazioni contabili aggiuntive che prescindono dal regime della cassa, come le rimanenze iniziali e finali di esercizio, e di alcuni ulteriori dati rispetto a quelli ordinariamente previsti nel quadro F.

Con riferimento al dato relativo alle rimanenze finali, analogamente alle esistenze iniziali, dovrà essere indicato il valore effettivo delle merci presenti in magazzino al 31 dicembre 2017.

Per l'individuazione di tale valore occorre, pertanto, valorizzare le quantità fisiche presenti in magazzino al 31 dicembre, con il corrispondente costo di acquisto; per gli esercenti attività di commercio al minuto è altresì possibile valutare le rimanenze delle merci con il metodo del prezzo al dettaglio.

Al fine di poter applicare i correttivi cassa previsti dal citato DM 23 marzo 2018, i modelli e le istruzioni relativi ad attività per le quali sono approvati studi di settore applicabili ai contribuenti esercenti attività d'impresa sono stati integrati con la nuova sezione "Ulteriori informazioni – imprese in regime di contabilità semplificata", composta dai righi da F41 a F44.

Infine, nei confronti dei contribuenti che applicano lo studio di settore WG68U (Trasporto merci su strada e servizi di trasloco) e che hanno optato, nel periodo d'imposta 2017, per il c.d. regime del "registrato" previsto dall'art. 18, comma 5, del DPR n. 600 del 1973, potrebbero verificarsi degli effetti anomali in sede di calcolo del risultato di congruità per il p.i. 2017, attesa la possibilità di annotare le fatture emesse entro il trimestre solare successivo a quello di emissione.

In particolare, tali contribuenti, annotando nel primo trimestre 2018 le fatture emesse nell'ultimo trimestre del 2017, potrebbero risultare non congrui nell'applicazione dello studio di settore WG68U nel periodo d'imposta in esame, che rappresenta l'annualità "di passaggio" dal regime di competenza a quello di cassa. Tale possibile anomalia potrebbe essere segnalata nel campo "Note Aggiuntive" di GERICO 2018, al fine di consentire agli Uffici di valutare opportunamente le risultanze di non congruità derivanti dall'applicazione dello studio di settore WG68U.

3.5. Quadro T - Congiuntura economica
L'applicazione dei correttivi crisi prevede che il contribuente indichi, nei modelli degli studi di settore relativi all'annualità 2017, alcuni dati necessari alla rimodulazione della stima dei ricavi o compensi.

In generale in tali quadri viene chiesto di indicare alcuni dati relativi ai periodi d'imposta 2014, 2015 e 2016 per la rimodulazione dell'indicatore "Durata delle scorte" e per l'applicazione del correttivo "congiunturale individuale".

L'Agenzia delle Entrate precisa, inoltre, che, poiché ai fini della compilazione dei quadri T - Congiuntura economica, devono essere indicati i dati relativi ai soli periodi d'imposta in cui è stato dichiarato lo stesso codice attività prevalente o applicato lo stesso studio di settore rispetto al 2017, i soggetti che nelle tre annualità di riferimento (2014-2015-2016) hanno svolto un'attività prevalente per la quale hanno applicato uno studio di settore diverso da quello applicato nel p.i. 2016, non possono compilare il citato quadro T.

Nei confronti di tali contribuenti, non potendo disporre dei dati fondamentali per il calcolo dei correttivi crisi, è quindi preclusa la possibilità di accesso al correttivo relativo alla rimodulazione dell'indicatore "Durata delle scorte" e al correttivo "congiunturale individuale".

3.6. Dati complementari per l'elaborazione degli ISA
Per parte dei modelli degli studi di settore applicabili al periodo d'imposta 2017 è previsto un apposito quadro Z – Dati complementari, con il quale vengono chieste ulteriori informazioni utili per le future attività di analisi correlate alla elaborazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Inoltre, per tutti gli studi di settore applicabili alle attività di impresa, è prevista una nuova sezione "Ulteriori informazioni imprese in regime di contabilità semplificata", composta da quattro righi (da Z901 a Z904) al fine di consentire una più efficace valutazione, in fase di elaborazione degli ISA, degli effetti correlati al passaggio da un regime di competenza al regime, improntato alla "cassa", di cui all'articolo 66 del TUIR.

A tal fine, si ricorda che gli esercenti attività di impresa in regime di contabilità semplificata devono indicare, indipendentemente dalla circostanza che abbiano esercitato o meno l'opzione di cui al comma 5 dell'articolo 18 del DPR n. 600 del 1973:

i componenti reddituali positivi che hanno già concorso alla determinazione del reddito nel periodo di imposta 2016 in applicazione delle regole previste dal regime di "provenienza" e che, quindi, non concorrono alla formazione del reddito del periodo di imposta 2017, ancorché si siano verificati i presupposti di imponibilità previsti dal regime di "destinazione" (rigo Z901);
i componenti reddituali positivi, già indicati all'interno delle opportune voci del Quadro F, che non hanno concorso alla determinazione del reddito nel periodo di imposta 2016 in applicazione delle regole previste dal regime di "provenienza" e che, quindi, concorrono alla formazione del reddito del periodo di imposta 2017, ancorché non si siano verificati i presupposti di imponibilità previsti dal regime di "destinazione" (rigo Z902);
i componenti reddituali negativi che hanno già concorso alla determinazione del reddito nel periodo di imposta 2016 in applicazione delle regole previste dal regime di "provenienza" e che, quindi, non concorrono alla formazione del reddito del periodo di imposta 2017, ancorché si siano verificati i presupposti di deducibilità previsti dal regime di "destinazione" (rigo Z903);
i componenti reddituali negativi, già indicati all'interno delle opportune voci del Quadro F, che non hanno concorso alla determinazione del reddito nel periodo di imposta 2016 in applicazione delle regole previste dal regime di "provenienza" e che, quindi, concorrono alla formazione del reddito del periodo di imposta 2017, ancorché non si siano verificati i presupposti.

Regime premiale di cui all'art. 10 del D.L. n. 201 del 2011

Come noto, l'articolo 10 del decreto-legge n. 201 del 2011 prevede, a partire dal periodo di imposta 2011, limitazioni ai poteri di accertamento nei confronti dei soggetti che dichiarano, anche per effetto dell'adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dall'applicazione degli studi di settore, a condizione che gli stessi soggetti:

  • abbiano regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, indicando fedelmente tutti i dati previsti;
  • sulla base di tali dati, risultino coerenti con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio di settore o degli studi di settore applicabili.

A tal proposito, l'Agenzia delle entrate ribadisce che, nei confronti dei soggetti congrui e coerenti:

  • sono preclusi gli accertamenti di tipo "analitico – presuntivo";
  • la determinazione sintetica del reddito complessivo è ammessa solo a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato;
  • è ridotto di un anno il termine di decadenza per l'attività di accertamento effettuata ai fini delle imposte dirette e dell'IVA.

Tanto premesso, per il periodo di imposta 2017, sono stati confermati i medesimi criteri applicati per le annualità 2014, 2015 e 2016 di individuazione degli studi di settore che consentono l'accesso al regime premiale.

In particolare, tenuto conto che il 2017 è l'ultimo anno di applicazione del regime premiale in argomento, attesa l'introduzione degli ISA a partire dall'annualità di imposta in corso al 31 dicembre 2018, con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate del 1° giugno 2018 è statO disciplinato l'accesso, per il solo periodo di imposta 2017, al regime premiale in argomento per 155 studi di settore, di cui uno relativo ad attività di lavoro autonomo e due relativi sia alle attività di impresa che di lavoro autonomo (studi con doppio quadro contabile), per i quali risultano approvati indicatori di coerenza economica riferibili ad almeno:

  • quattro delle seguenti tipologie:
  1. efficienza e produttività del fattore lavoro;
  2. efficienza e produttività del fattore capitale;
  3. efficienza di gestione delle scorte;
  4. redditività; e) struttura;
  • tre delle tipologie in precedenza indicate e che contemporaneamente prevedono l'indicatore "Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti".

Comunicazioni centralizzate

Il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate del 18 giugno 2015 ha previsto che l'Agenzia stessa renda disponibili al contribuente, ovvero al suo intermediario, tra le diversi fonti informative, anche comunicazioni di anomalie nei dati dichiarati ai fini degli studi di settore.

È stata, quindi, prevista, anche per quest'anno, la pubblicazione nel Cassetto Fiscale dei contribuenti interessati di comunicazioni di anomalie rilevate nei dati degli studi di settore, con l'obiettivo di invitare il contribuente a valutare attentamente la situazione evidenziata ed eventualmente correggere spontaneamente errori od omissioni contenuti nel modello degli studi di settore.

Al riguardo, nel corpo delle comunicazioni viene specificato che, nel caso in cui il contribuente riconosca gli errori od omissioni rilevati, lo stesso ha la possibilità di correggerli mediante il ravvedimento operoso, presentando una dichiarazione integrativa e beneficiando della riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni stesse.

Le anomalie oggetto delle comunicazioni in argomento, emerse anche in presenza di "congruità" agli studi di settore, potrebbero essere dovute all'omessa o non corretta indicazione di dati per l'applicazione degli studi stessi.

 

10/07/18
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