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NORME INTRODOTTE DAL DECRETO DIGNITÀ IN MATERIA DI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

Circolare del Ministero del Lavoro

Il Ministero del Lavoro, con circolare n. 17 del 31 ottobre c.a., ha preso in esame le nuove norme introdotte dalla Legge n. 96/2018, di conversione del D.L. n. 87/2018 recante “Disposizioni per la dignità dei lavoratori e delle imprese” (cd. Decreto Dignità).

In particolare in materia di contratti a tempo determinato la circolare evidenzia che: 

  • le parti possono stipulare liberamente un contratto di lavoro a termine di durata non superiore a 12 mesi;
  • la possibilità di prolungare fino ad un massimo di 24 mesi il contratto è subordinata alla presenza di specifiche causali:

            - esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività

            - esigenze di sostituzione di altri lavoratori

            - esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria

  • la causale deve sempre essere indicata quando si supera il limite di 12 mesi, anche se ciò avviene a seguito di una proroga di un contratto originariamente inferiore a 12 mesi;
  • ai fini del calcolo del limite massimo si deve tener conto della durata complessiva dei rapporti di lavoro intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, considerando sia la durata di quelli già conclusi, sia la durata di quello che si intende eventualmente prorogare;
  • nelle ipotesi in cui non è richiesto al datore di lavoro di indicare le motivazioni introdotte dal D.L. 87/2018, tali motivazioni dovranno essere comunque indicate per usufruire dei benefici previsti da altre disposizioni di legge;
  • l’indicazione della causale è sempre richiesta in caso di rinnovo del contratto a termine;
  • non è possibile prorogare  un  contratto  a  tempo  determinato modificando la motivazione, in quanto ciò darebbe luogo ad un nuovo contratto a termine ricadente nella disciplina del rinnovo, anche se ciò avviene senza soluzione di continuità con il precedente rapporto;
  • il numero di proroghe è stato ridotto da 5 a 4, sempre entro i limiti di durata massima del contratto;
  • è stata eliminata la possibilità che il termine possa risultare “direttamente o indirettamente” da atto scritto. Quindi, la data di scadenza dovrà essere sempre indicata, salvo alcune eccezioni in cui può continuare a desumersi indirettamente, in funzione della specifica motivazione che ha dato luogo all’assunzione, come in caso di sostituzione della lavoratrice in maternità di cui non è possibile conoscere ex ante l’esatta data di rientro;
  • il contributo addizionale a carico del datore di lavoro pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali è incrementato dello 0,5% ad ogni rinnovo del contratto a tempo determinato.

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08/11/18