INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA (PEC) PER LA NOTIFICA DEGLI ATTI

Approvazione del modello e delle relative istruzioni per la comunicazione dei dati

Con il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 3 marzo 2016, sono stati approvati il modello e le relative istruzioni (che, per opportuna conoscenza, si allegano), per comunicare i dati relativi all'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), al fine di consentire la notificazione degli avvisi e degli altri atti dell'Agenzia delle entrate che per legge devono essere notificati.

La nuova disposizione dà facoltà, ai soggetti diversi da quelli obbligati ad avere un indirizzo PEC risultante dall'Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC), di comunicare un indirizzo di posta elettronica certificata di cui sono intestatari ovvero è intestatario uno dei soggetti abilitati all'assistenza tecnica dinanzi la Commissione Tributaria, oppure il coniuge o un parente/affine entro il quarto grado, specificamente incaricati di ricevere la notifica per conto degli interessati.

La comunicazione perde efficacia qualora il soggetto istante, successivamente alla presentazione del modello, diventi titolare di un indirizzo PEC inserito nell'INI-PEC.

Il modello deve essere presentato esclusivamente per via telematica, utilizzando il software disponibile gratuitamente sul portale web dell'Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it., direttamente dal soggetto istante abilitato ai servizi telematici, secondo le modalità di trasmissione che saranno stabilite con successivo provvedimento del Direttore dell'Agenzia.

La modalità di notifica tramite PEC si applica alle notificazioni degli avvisi e degli altri atti effettuate, da parte dai competenti uffici dell'Agenzia delle Entrate, a decorrere dal 1° luglio 2017.

Il provvedimento in esame dispone che, qualora la casella di PEC risulti satura al momento della notifica del singolo atto, l'ufficio procede ad un secondo tentativo di consegna decorsi almeno sette giorni dal primo invio e, nel caso in cui la casella risulti ancora satura, si applicano le disposizioni ordinarie in materia di notificazione degli atti.

Tale ultima modalità si applica anche nel caso in cui la casella di PEC risulti non valida o non attiva già al primo tentativo.

 


08/03/17
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